CRISTINA COSTARELLI ANP

Cristina Costarelli
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15-Ottobre-2021
Scuola, i Presidi contro gli orari scaglionati: "Producono effetti negativi sui ragazzi"
Il doppio orario d'ingresso a scuola, alle 8:00 e alle 9:40, sta creando disagi in diversi istituti. E anche nelle famiglie. I presidi si uniscono alla protesta e chiedono alle istituzioni una soluzione
Gli orari di entrata e uscita "scaglionati" stanno gettando nel caos le scuole. Negli ultimi giorni, sono state numerose le proteste in tutta Italia da parte degli studenti che si sono mobilitati per chiedere una modifica delle disposizioni vigenti.
In particolare, i riflettori sono puntati sull’attuazione della “doppia fascia” di ingresso, alle 8:00 e alle 9:40, volute dai prefetti, adottata da molte scuole per evitare assembramenti. Sul tema, però, è intervenuta anche Cristina Costarelli, Presidente dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio e preside del Liceo Newton di Roma, che ha manifestato i suoi dubbi sulla funzionalità del turno delle 9:40, chiedendo una revisione della situazione odierna. A riportarlo, il portale studentesco Skuola.net.
Fasce orarie di ingresso, i presidi: “Massima preoccupazione”
“In riferimento alle due fasce orarie di ingresso alle 8,00 e alle 9,40 torniamo a rappresentare (dopo averlo fatto presente prima dell’inizio delle attività didattiche) la nostra massima preoccupazione per quanto sta accadendo in queste settimane”: questo il punto di vista della preside che, in qualità di presidente dell’ANP del Lazio, ha anche emanato un comunicato rivolto al Prefetto, alla Regione e alla Sindaca Raggi, nel quale si esprime tutta la preoccupazione riguardo la situazione degli studenti che “vedono fortemente limitato il tempo di vita, per lo studio e lo svolgimento di attività extrascolastiche a causa di orari di rientro anche molto tardi”, senza contare le “difficoltà organizzative nelle scuole per gli orari delle lezioni e dei docenti”. Tutti elementi che stanno procurando “notevoli disagi alle famiglie”.
Orari scaglionati, i presidi chiedono maggiore autonomia
Studenti e presidi, insomma, stanno facendo fronte comune nel contestare l’organizzazione delle fasce orarie, puntando il dito in particolare sull’ingresso alle 9:40, che compromette gran parte del tempo pomeridiano dei ragazzi e rende difficile l’organizzazione delle lezioni.
Ma nel testo ci sono anche delle proposte alternative per ovviare al problema. Ad esempio, stabilendo l’ingresso in un unico orario, dal momento che il carico dei mezzi di trasporto è possibile all’80%, con l’auspicio che venga spostato in orario successivo l’ingresso delle altre attività commerciali e produttive. Oppure affidando la definizione degli scaglioni orari all’autonomia delle scuole. O, ancora, considerando come possibili fasce d'ingresso le ore 8 e le ore 9.
Effetti negativi "peggiori della Dad"
“Si rappresenta infine come questa situazione stia compromettendo la serenità generale dei nostri ragazzi, proprio nel momento del tanto atteso rientro a scuola tutti in presenza”, scrive la Preside, in rappresentanza dei colleghi della regione Lazio. E continua: gli studenti “avrebbero meritato di vivere in una condizione di massimo benessere, anche alla luce dei disagi e delle difficoltà dei due anni scolastici precedenti”. Invitando quindi a una “urgente rivisitazione della situazione attuale”, considerando quanto “l'attuale scaglionamento degli orari produce sicuramente effetti negativi sui ragazzi, peggiori della tanto demonizzata Dad”.
TELEROMA56 - TG DEL 11-10-2021
TGR LAZIO 24/09/2021

Scuola, licei in agitazione per gli orari scaglionati.
Presidi Lazio e sindacato studenti: "Cambiare metodo"

Allo scientifico in zona Colosseo venerdì 8 ottobre sono entrati solo in 30, dopo un aspro confronto con la dirigente. Il sindacato studentesco chiede di tornare agli ingressi pre-Covid, spalleggiato dall'associazione nazionale presidi Lazio
Valerio Valeri"Capiamo la situazione dovuta alla pandemia, stiamo affrontando i disagi dovuti allo scaglionamento degli orari nel miglior modo possibile, ma non ci sta bene che la componente studentesca venga ignorata dalla dirigente scolastica". Aurora Iacob, 18 anni, rappresentante d'Istituto del liceo Cavour e attiva nel sindacato studentesco romano, a Roma Today esprime tutto il disagio delle compagne e dei compagni dopo un mese dall'inizio dell'anno scolastico. Venerdì 8 ottobre la quasi totalità dello Scientifico a due passi dal Colosseo non è entrato a fare lezione: "Abbiamo deciso di scioperare - spiega - perchè i colloqui con la preside inizialmente sono andati male, abbiamo chiesto dialogo e apertura rispetto alle nostre problematiche, legate in particolare alle uscite ritardate e all'assenza di pause durante la didattica. Inizialmente la risposta della professoressa Sabatano è stata: 'Voi siete studenti e pensate a studiare, alla scuola ci pensiamo noi insegnanti'". Così l'8 ottobre in classe c'erano solo 30 alunni, la metà dei quali dovevano fare gli esami di inglese del Cambridge. "A quel punto la preside si è resa conto della serietà della nostra protesta - prosegue Aurora - e come primo segno di apertura ha reintrodotto la ricreazione in cortile, che si svolge in due momenti distinti da 15 minuti ciascuno: prima c'era il Covid, ora non c'è più, strano vero?". Rete Studenti Medi al Prefetto: "Basta scaglionamento"
Ma le problematiche non riguardano, ovviamente, solo il liceo Cavour. Nei giorni scorsi la Rete degli Studenti Medi di Roma ha inviato una lettera al Prefetto Matteo Piantedosi per porre l'attenzione sui forti disagi che quasi tutti stanno subendo a causa dello scaglionamento degli orari e chiedere un confronto: "Questo regime mortifica l'attività extrascolastica  - si legge nel documento - che ancora di più in questo periodo e dopo due anni di didattica a distanza è fondamentale. Impossibile non sottolineare quanto la salute mentale sia stata messa a dura prova da questo periodo  - proseguono gli studenti - ed è proprio per questo che diventano ancora più fondamentali i momenti di socialità, di tempo libero, di arricchimento personale attraverso attività sportive, artistiche e culturali che rappresentano la vita adolescenziale e la crescita del singolo". Le richieste sono fondamentalmente tre: eliminare lo scaglionamento, garantire l'utilizzo delle ore da 50 minuti e incrementare sicurezza e frequenza dei mezzi pubblici. La stessa Aurora è un esempio lampante di come gli orari scaglionati incidano sulla quotidianità: "Io abito a Tor Bella Monaca - spiega - e ci sono volte in cui torno a casa alle 17.30 senza nemmeno aver pranzato. Poi non faccio attività sportive, ma sono molto attiva nel sindacato studentesco quindi il tempo che mi rimane è poco e le ore di studio si riducono moltissimo".
Costarelli (Presidi Lazio): "Con Prefetto e Ufficio Scolastico non c'è dialogo"
Anche Cristina Costarelli, presidente dell'associazione nazionale presidi del Lazio e dirigente scolastica del "Newton", da tempo sta cercando un dialogo con l'ufficio scolastico regionale e il Prefetto, senza successo: "E' da prima di settembre che abbiamo sollevato la questione - dichiara a Roma Today - chiedendo che gli orari fossero tra le 8 e le 9, oltre a lasciare autonomia alle scuole. Ma di tutta risposta è arrivata l'ordinanza con l'ingresso alle 9.40, nient'altro. L'ultima volta che abbiamo parlato con Rocco Pinneri dell'USR? Nemmeno me la ricordo, su questa problematica c'è il silenzio assoluto". "Oggi ho parlato con dei genitori - continua la dirigente scolastica - e mi hanno espresso la difficoltà di gestire gli orari dei figli per le attività extra scolastiche. Da noi alla fine va anche abbastanza bene, c'è didattica anche al sabato quindi distribuiamo meglio l'orario, ma in altre realtà si torna a casa alle 17.30. Quando studiano questi ragazzi? Una situazione come questa non fa che peggiorare anche le condizioni mentali, non aiuta il benessere delle alunne e degli alunni che vengono da un anno e mezzo di isolamento, devono ritrovare la loro quotidianità e così è difficilissimo. Credo abbiano ragione a protestare, come anche a chiedere un confronto al Prefetto, ma mi auguro non decidano di occupare o fare autogestioni, non è la strada giusta". L'Anp Lazio però non demorde: "Torneremo a chiedere apertura a Piantedosi e Pinneri - conclude Costarelli - e coinvolgeremo l'Anci, l'unione delle province, la Città Metropolitana".

Scuola, Costarelli (presidi Lazio): "Orario 9.40 non funziona, giustamente ragazzi si mobilitano"
13 ottobre 2021 | 14.27
Da settembre chiesto intervento Usr e Prefetto senza riscontro. Caos per frammentarietà orari con settimane alterne: e non risolvono.
"La fascia oraria di ingresso alle 9.40 non funziona per nessuno, in particolare per le classi che fanno più ore e che vanno agevolate". Ne parla con l'Adnkronos Cristina Costarelli, presidente per il Lazio dell'Associazione nazionale presidi che denuncia: "E' da settembre che chiediamo l'intervento dell'Ufficio scolastico regionale e soprattutto del Prefetto, ma ancora non abbiamo ricevuto riscontri e giustamente i ragazzi di diverse scuole di Roma sono entrati in agitazione".
Nel frattempo è il caos anche determinato dalla frammentarietà degli orari, dovuta all'attuazione della disposizione della doppia fascia attraverso il metodo settimane alterne per classe, che varie scuole stanno adottando: "Le settimane A con ingresso alle 8 e B con ingresso alle 9.40 complicano il quadro ma non risolvono e non sempre sono gestibili". Costarelli è lapidaria: "Entrare alle 9.40 significa uscire da scuola tardi e non avere tempo per tutto il resto".
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Scuola, orari scaglionati: "Producono effetti negativi sui ragazzi".
La denuncia della preside
La doppia entrata alle 8:00 e alle 9:40 a scuola sta portando scompiglio in diversi istituti.
Anche Costarelli, presidente ANP Lazio, ritiene che il turno delle 9:40 provochi disagi a famiglie e scuole.
di Federico Bianchetti
Gli orari di entrata e uscita "scaglionati" stanno gettando nel caos le scuole. Negli ultimi giorni, numerose sono state le proteste in tutta Italia da parte degli studenti che si sono mobilitati per chiedere una modifica delle disposizioni vigenti.
In particolare, i riflettori sono puntati sull’attuazione della “doppia fascia” di ingresso, alle 8:00 e alle 9:40, volute dai prefetti, che molte scuole nell’ultimo periodo hanno adottato. A riguardo, è intervenuta Cristina Costarelli, Presidente dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio e preside del Liceo Newton di Roma, che ha espresso i suoi dubbi sulla funzionalità del turno delle 9:40 chiedendo una revisione della situazione odierna.
Fasce orarie di ingresso, i presidi: “Massima preoccupazione”
“In riferimento alle due fasce orarie di ingresso alle 8,00 e alle 9,40 torniamo a rappresentare (dopo averlo fatto presente prima dell’inizio delle attività didattiche) la nostra massima preoccupazione per quanto sta accadendo in queste settimane”: così la preside del Liceo Newton Cristina Costarelli che, in qualità di Presidente dell’ANP del Lazio, nha anche emesso un comunicato rivolto al Prefetto, alla Regione e alla Sindaca Raggi, nel quale si esprime tutta la preoccupazione riguardo la situazione degli studenti che “vedono fortemente limitato il tempo di vita, per lo studio e lo svolgimento di attività extrascolastiche a causa di orari di rientro anche molto tardi”, senza contare le “difficoltà organizzative nelle scuole per gli orari delle lezioni e dei docenti”. Tutti elementi che stanno procurando “notevoli disagi alle famiglie”.
Orari scaglionati, presidi chiedono autonomia
Studenti e presidi, insomma, stanno facendo fronte comune nel contestare l’organizzazione delle fasce orarie, puntando il dito in particolare sull’ingresso alle 9:40, che compromette gran parte del tempo pomeridiano dei ragazzi e rende difficile l’organizzazione delle lezioni.
Nel testo si leggono le proposte alternative avanzate dall’Associazione Nazionale Presidi del Lazio:
stabilire l’ingresso in un unico orario, dal momento che il carico dei mezzi di trasporto è possibile all’80%, con l’auspicio che venga spostato in orario successivo l’ingresso delle altre attività commerciali e produttive;
affidare la definizione degli scaglioni orari all’autonomia delle scuole;
considerare come possibili fasce le ore 8 e le ore 9
Fasce orarie di ingresso, effetti negativi “peggiori della Dad”
“Si rappresenta infine come questa situazione stia compromettendo la serenità generale dei nostri ragazzi, proprio nel momento del tanto atteso rientro a scuola tutti in presenza” scrive la preside, in rappresentanza dei colleghi laziali. E continua: “Avrebbero meritato di vivere in una condizione di massimo benessere, anche alla luce dei disagi e delle difficoltà dei due anni scolastici precedenti”. Invita quindi a una “urgente rivisitazione della situazione attuale”, considerando quanto “l'attuale scaglionamento degli orari produce sicuramente effetti negativi sui ragazzi, peggiori della tanto demonizzata Dad”.

Supplenze, l’algoritmo getta nel caos molte scuole: dati non aggiornati e tantissime rinunce.
Si invocano le assegnazioni in presenza. E gli studenti sono senza insegnanti

Di Fabrizio De Angelis
Tutti in cattedra per l’inizio delle lezioni? Non esattamente. Era questo il proposito del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Progetto riuscito in buona parte dei casi ma che, guardando alle singole province e addirittura città, non ha trovato sempre riscontro. La colpa? I precari la attribuiscono al nuovo algoritmo che gestisce le operazioni ma in realtà questo problema si associa ad altri fenomeni che stanno lasciano ancora molti studenti senza insegnanti.
“La situazione che si è venuta a trovare è molto articolata. Quest’anno a causa delle rinunce in numero esorbitante e le autorizzazioni in deroga sul sostegno, si è creata una situazione complessa“. E’ il commento rilasciato ad Orizzonte Scuola di Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola.
“Quest’anno – prosegue la sindacalista – si è quindi creato un numero di disponibilità sopraggiunte che lasciano ovviamente l’amaro in bocca a chi hanno scelto in prima battuta. Prima si poteva rinunciare e poi si passava alla nomina da graduatoria di istituto. Ma quest’anno non è così, si continuano a scorrere le Gps. Per cui ci sono molti che hanno scelto la sede anche se non propriamente comoda. Ci sono altri docenti che non immaginavano che non avrebbero avuto la nomina da graduatorie di istituto non presentatandosi. Altri che non hanno nulla a che fare con la scuola e che dunque hanno deciso di rinunciare tranquillamente. Altri hanno impegni lavorativi diversi e non hanno trovato le condizioni per uno spezzone, ad esempio”.
“E’ chiaro che le rinunce vengono rimesse in gioco, come avveniva un tempo, per le nuove nomine. Quindi si continua a scorrere. Ci sono aspetti che abbiamo contestato dell’algoritmo, come la 104 o la mancata indicazione del completamento su spezzoni. Ci sono aspetti che hanno mostrato certe difficoltà”, ammette Gissi che però evidenzia un punto in particolare: “Quello che ci lascia l’amaro in bocca è la grande quantità di rinunce che lasceranno gli studenti senza insegnanti per diverso tempo in attesa delle Mad. E’ anche aumentata la richiesta di part-time e questo incide sulle discipline da coprire”.
“Dovremmo fare una analisi su come migliorare l’algoritmo. Allo stesso tempo dobbiamo capire come far diventare la scuola un luogo  attrattivo per rendere il lavoro con impegno serio e formale a cui far corrispondere un’attenzione particolare da parte dell’amministrazione per chi non rinuncia e lavora per la scuola con passione“, conclude la segretaria generale della Cisl Scuola.
Anche lato dirigenti scolastici la questione sta generando parecchi problemi. Alcuni li racconta ad Orizzonte Scuola Cristina Costarelli, presidente ANP Lazio e preside del liceo scientifico Newton di Roma, una delle città più colpite dall’algoritmo:  “L’algoritmo non sta funzionando, almeno a Roma e provincia. Se è da bocciare? Non so ma è da rivedere il meccanismo sicuramente”.
Costarelli però evidenzia un altro aspetto: “C’è anche una questione di dati acquisiti dall’algoritmo. A noi risulta che questo passaggio non sia avvenuto. Sono state messe infatti indisponibilità a posti che non risultano alle scuole o a differenza che mancano. Quindi c’è anche un problema di dati che, almeno su Roma, non sono aggiornati“.
“Oggi abbiamo scuole che non hanno 10-12 docenti e altre che invece ne hanno in più, con tutto ciò che ne consegue – prosegue la presidente ANP Lazio, che si chiede: “Che si si deve fare in questi casi? Si fa prendere servizio ai docenti ma non si possono contrattualizzare?”
La dirigente del Newton di Roma parla anche delle tempistiche e delle rinunce: “la legge consente la rinuncia ai candidati supplenti ma si dovrebbe mettere un giorno cuscinetto per poter acquisire le rinunce. Perchè oggi le scuole di Roma sono nel caos. I supplenti a 7 giorni sono in sospeso e i nuovi assegnati non si sa se accettano o meno. E nel frattempo le classi sono senza docenti. A margine di un giorno di sciopero come quello di oggi, ricordiamolo“, conclude Costarelli.
Anita Pelaggi, del Coordinamento Nazionale Precari Scuola, spiega ad Orizzonte Scuola il punto di vista dei docenti precari, candidati alle supplenze: “L’algoritmo in moltissimi casi non ha funzionato. Persone con punteggio minore hanno scavalcato persone con punteggio maggiore. C’è qualcosa che non va. A Milano molte cattedre sono scoperte“.
E ancora: “Se in una graduatoria negli anni  un docente ha accumulato un punteggio di servizio questo deve essere rispettato. Invece questo algoritmo sembra aver lasciato situazioni poco chiare e precise“.
Per questo motivo, la docente conclude: “crediamo che non si possa giocare al terno al lotto e che sarebbe meglio ritornare ad una forma più trasparente di assegnazioni come quelle in presenza ad esempio“.
 

     28 settembre 2021

Scuola, Costarelli (presidi Lazio): "In quarantena solo compagno banco? Non siamo in aereo"

"Si tenga conto anche di quarantene docenti, chiesto tavolo. Medici di base disinformati e per rientro ragazzi necessarie anche 2 settimane"
"Oltre a ragionare sulle quarantene degli alunni si tenga conto anche di quelle dei docenti. Se si parla di riduzione o rimodulazione, chiediamo alla regione Lazio di rendere il più possibile simili i protocolli adottati dalle Asl per gestire le quarantene degli insegnanti". Lo dice all'Adnkronos la presidente dei presidi per il Lazio, Cristina Costarelli che comunica: "abbiamo chiesto un tavolo tecnico con la Regione per analizzare le criticità e trovare soluzioni". Quindi sull'idea di quarantena in micro bolle, ad esempio limitata al compagno di banco afferma: "La scuola non è un aereo".
"La quarantena dei docenti dall'anno scorso viene gestita in modo diversificato - rileva - Per cui noi ci troviamo con Asl che mettono in quarantena i docenti in modo automatico nel caso in cui in una classe ci sia stato un caso di positività al covid, ed altre che invece richiedono ai docenti la compilazione di questionari in base a cui scatta o meno la quarantena - spiega - Non si considera che un docente in isolamento è tolto a più di una classe e che ciò genera un disagio complesso e difficile da gestire. Per questo stiamo chiedendo alla Regione che i protocolli dei questionari siano simili, ma ancora svariate Asl del Lazio non li hanno inviati".
Quarantena solo per il compagno di banco? "Qui entra in gioco la competenza medica - risponde Costarelli, anche dirigente del liceo Newton a Roma - Noi sosteniamo che l'azione eventuale di riduzione della quarantena debba essere abbinata allo screening attraverso i tamponi. La bolla senza screening non è una garanzia. Gli studenti si muovono. Ed è impensabile basarsi sul loro resoconto. A differenza di quanto pensa D'Amato, la scuola non è un aereo".
E guardando al post quarantena la presidente Anp Lazio solleva la questione medici di base: "manca l'informazione capillare. Alcuni ancora neanche sanno di dover fare il certificato di rientro a chi è andato in quarantena, dato che ormai la durata dell'isolamento è differenziata in base allo stato vaccinale. Così i ragazzi tornano in classe alla spicciolata, a me è capitato che prima di essere tutti presenti - conclude - siano state necessarie addirittura due settimane".
Nata a Roma il 20 luglio del 1971, posso affermare che la mia è una vita nella scuola e per la scuola: entrata direttamente in ruolo nel 1991, tramite pubblico concorso, sono Dirigente Scolastico dal 2014, con 5 anni di esperienza nell’IC Levi Montalcini di Roma (di cui uno in reggenza) ed ora al terzo anno di incarico presso il liceo scientifico Newton di Roma: l’esperienza maturata copre la massima ampiezza del percorso scolastico, dall’infanzia alle superiori, sempre in servizio nella scuola dal 1991. Come dirigente del liceo Newton ho avviato, al secondo anno di incarico, la realizzazione del modello DADA (Didattica per Ambienti Di Apprendimento), aprendo un percorso di forte innovazione.
Dal febbraio 2018 svolgo l’incarico di vicepresidente della sezione ANP Roma; all’interno delle sezioni di Roma e del Lazio gestisco il Comitato di formazione, mi occupo della relazioni sindacali nel tavolo di contrattazione con l’USR Lazio, seguo i rapporti con gli enti locali: Comune, Città Metropolitana di Roma Capitale e Regione Lazio. Con il team di ANP Roma e Lazio ho guidato l’organizzazione di importanti convegni, stabilendo e curando contatti con Università, associazioni culturali, intellettuali e giornalisti: uno dei più significativi è stato, nel 2019 il convegno “Innovare l’insegnamento, superare le barriere”, in collaborazione con il Centro Erickson e l’Ambasciata di Finlandia. Quotidianamente svolgo attività di consulenza ai soci.
Dal 2018 sono impegnata in attività di formazione per Dirscuola, Anp Roma e Lazio, Eni Scuola (percorso di formazione sulla Didattica per Competenze, per la scuola secondaria e per la primaria).
A ciò si aggiunge la pubblicazione di articoli in riviste del settore scolastico e numerose azioni comunicative attraverso organi di informazione quali testate giornalistiche e canali radio e televisivi nazionali.
Come formazione personale, oltre ad aver conseguito la laurea in filosofia, sono diplomata in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, con la ripresa dell’attività esecutiva proprio nell’ultimo anno.
CRISTINA COSTARELLI
info@cristinacostarelli.it
cristina.costarelli.anp@gmail.com

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