CRISTINA COSTARELLI ANP

Cristina Costarelli
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TG2 DEL 07-01-2022 ORE 13:00
GLI INASCOLTABILI 04-01-2022

ESCLUSIVA Costarelli, Anp Lazio: “Non è la scuola a generare positivi”
-5 Gennaio 2022
Cristina Costarelli, presidente dell’associazione nazionale presidi del Lazio, lancia l’allarme:
“Nessun tracciamento, i contagi aumentano con le scuole chiuse, smettiamola di accusare gli istituti”.
E sulla Dad: “Alunni a casa e tutto il resto perto? Un controsenso”.

Contraddizioni. Tante.
Mettendo insieme i dati sulla crescita dei contagi e le promesse disattese sul tracciamento e gli screening in vista della riapertura delle scuole, si delinea un quadro che rischia concretamente di creare forti disagi. Sono i dati a stridere con quanto accadrà il 7 e 10 gennaio. Gli appelli sul tracciamento per gli studenti non si sono concretizzati in atti tangibili, i contagi aumentano e gli istituti registrano nuovi casi di positività nonostante gli alunni siano in vacanza. In vista delle riaperture, a Notizie.com ha parlato la presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio. La dottoressa Cristina Costarelli è anche preside del Liceo Newton a Roma, e proprio i dati in arrivo dalle famiglie suggeriscono una considerazione triste ma chiara.
“Sono in costante contatto con le famiglie – afferma a Notizie.com – e mi giungono continuamente notizie su nuovi alunni positivi. Alla chiusura prima delle feste un solo studente era in isolamento a causa del Covid. Ora sono 35, con la scuola chiusa”. Viene lecita quindi una considerazione. “Smettiamola di dire che è la scuola a generare nuovi positivi – afferma la dottoressa Costarelli – perché dati come quello del nostro Liceo sono diffusi ovunque. Alcuni dei nostri ragazzi hanno ammesso di aver preso parte ad una festa. A questo punto è lecito pensare che la chiusura delle scuole, se effettuata con tutte le altre attività aperte, è assolutamente inutile. Serve solo a permettere ai ragazzi di partecipare ad altre attività più rischiose”. Sarebbe stato utile quindi il tracciamento, che però è stato solo promesso, senza atti formali per dar vita ad uno screening di massa nelle scuole.

Scuola

Costarelli (presidi Lazio), 'posticipo al 10 è piccolo respiro che non ci risolve la vita'
di Adnkronos
Costarelli, alla luce del veloce aumento dei contagi nella popolazione scolastica, afferma: "La Regione si faccia carico della situazione. Al liceo Newton avevo uno studente positivo prima delle vacanze. Oggi ho saputo di 43 alunni positivi, a cui si aggiungono gli asintomatici che non sanno di esserlo e che presumibilmente torneranno a scuola senza screening. Il che vale a dire che nel Lazio potrebbe esserci una media di 15 alunni positivi per scuola, oltre agli asintomatici che tornano in classe sanza sapere di essere infettati dal virus. Per questo chiediamo con forza lo screening. Con la definizione di un'altra questione: le quarantene: quale saranno le indicazioni sulla gestione delle positività a scuola? Speriamo che potremo avere per il 10 le idee chiare anche su questo". Infine emergenza supplenze: "Ci sono scuole al primo ciclo a rischio di non poter garantire l'orario scolastico, se sono costrette dovranno addirittura ridurlo. Ciò perché non si trovano i supplenti. Avremo moltissimi docenti assenti tra chi non è in regola con l'obbligo vaccinale, i docenti positivi in quarantena e le assenze di routine per malattia o 104. Le graduatorie supplenti erano già finite, le messe a disposizione anche, eravamo alla ricerca di studenti laureandi da mettere in classe, ma è difficile trovare anche loro. I numeri non si possono ancora sapere ma il rischio è che nel Lazio si arrivi a circa 10 - 15 assenti per ogni scuola. Una carenza - conclude la sindacalista - che si sentirà soprattutto nelle elementari della Regione perché l'orario è più lungo, e per i problemi derivanti agli alunni con disabilità: se si ammala il docente di sostegno sarà ancora più complesso assicurare l'assistenza".

TGR LAZIO 03-01-2022

Scuola, appello dei presidi: "In dad per quindici giorni". Firmano anche 60 dirigenti di Roma
La richiesta è di non tornare in presenza dal 10 gennaio per il boom di contagi. I presidi del Lazio: "Più mascherine ffp2 e areatori"

Personale sospeso perché non in regola con l'obbligo vaccinale, studentesse e studenti positivi o in quarantena, idem gli insegnanti o altri dipendenti con i casi che si moltiplicano di giorno in giorno: per tutti questi motivi oltre 2.000 dirigenti scolastici in tutta Italia, circa sessanta (al momento) a Roma hanno firmato una lettera inviata al presidente Draghi, al ministro Bianchi e ai presidenti di Regioni e Province in cui si chiede il ritorno in dad (didattica a distanza) per due settimane.
Una "programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza" che si rendere necessaria, secondo chi nelle scuole ci vive ogni giorno e ogni giorno riceve messaggi di colleghi e genitori che informano di positività, perché "l’andamento del contagio con la nuova variante del virus colpisce come mai prima le fasce più giovani della popolazione - si legge nell'appello - , anche con conseguenze gravi e che il distanziamento è una misura sulla carta, stanti le reali condizioni delle aule e la concentrazione degli studenti nelle sedi".
Scuola, ritorno ad orario ridotto: tra no vax e quarantene non ci sono più prof (e supplenti)
Nella Capitale, come detto, sono circa 60 i dirigenti che al 7 gennaio hanno sottoscritto l'appello: dal liceo Morgagni al Socrate, dall'Orazio all'Ovidio, dal Morgagni al Ripetta, passando per il Primo Levi, il Kant, il Giordano Bruno, il Peano, il Socrate, il Talete, il Machiavelli e il Cannizzaro. Ma anche moltissimi istituti comprensivi come il Sinopoli Ferrini, largo Oriani, Rosmini, Aretusa, Pio La Torre, Morvillo, Pallavicini.
L'associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio chiede invece autonomamente il ritorno in dad per almeno due settimane, non aderendo formalmente alla lettera: "La richiesta di queste settimane di dad - spiega a RomaToday la presidente Cristina Costarelli - si inquadra in un discorso di estrema necessità, non la scelta migliore per gli studenti per i quali crediamo che l'unica scuola possibile sia quella in presenza. Questo succede perché chi avrebbe dovuto assicurare le condizioni di sicurezza minime per le attività regolari, non lo ha fatto. Queste settimane a casa, però, avrebbero senso solo se contemporaneamente si mettessero in atto azioni concrete da chi di dovere".
La preoccupazione forte è per l'alto numero di contagi. Al liceo Newton, dove Costarelli è dirigente "siamo passati da 1 a 46 positività in poche settimane - fa sapere - e già prima di Natale le supplenze sono esaurite. Si arriverà a diver ridurre l'orario, sono troppi gli insegnanti che non possono garantire la presenza, tra chi è sospeso per non aver rispettato l'obbligo vaccinale e chi è in quarantena perché positivo o ha avuto contatti con positivi". Secondo Costarelli "la chiusura delle scuole dovrebbe andare parallelamente a quella dei luoghi in cui si verifica di più il contatto dei giovani".
Anche dalla sede nazionale dell'Anp non sno morbidi: "Se stiamo 2-3 settimane in dad non succede nulla - ha detto Antonello Giannelli a Radio Cusano Campus - , c’è una demonizzazione della dad che è senza senso. Capisco che il governo abbia la sola preoccupazione delle persone che per lavorare hanno bisogno di lasciare i figli a qualcuno. La scuola viene considerata solo un servizio sociale, tutto il resto è contorno e marginale. La scuola ha anche questa funzione, ma non può ridursi solo a questo”.
Il punto su cui batte ancora moltissimo l'Anp del Lazio è il testing, a cui adesso con il nuovo decreto del consiglio dei ministri si aggiunge la differente quarantena per vaccinati e non vaccinati: "E' un ulteriore aggravante di gestione - spiega Costarelli - una discriminante su cui non ci troviamo d'accordo". Infine: "Vorremmo che si garantissero le mascherine ffp2 per tutti gli studenti - conclude - e che ci fosse più attenzione per la questione relativa ai sistemi di areazione, di cui si parla ancora sporadicamente".
ANSA 22-12-2021
Scuola, Costarelli (preside Newton):
"niente dad per i non occupanti o si legittima occupazione"

24 novembre 2021
Dad durante l'occupazione? "Mi dispiace per chi non ha occupato, ma niente didattica a distanza. Con i ragazzi della succursale abbiamo un informale accordo: domani sgombereranno. Se non lo faranno, farò intervenire la questura". Ne parla con l'Adnronos Cristina Costarelli, preside del Liceo Newton, dove è stata occupata la succursale, che aggiunge: "Sono contraria per principio all'idea dato che occupare è reato. La didattica è in presenza. La dad è prevista solo per situazioni legate al covid. Non è nelle nostre competenze poter assumere queste decisioni".
Ci sono stati casi di scuole, in cui anche se per poco è stata adottata durante l'occupazione: "Certamente chi la ha utilizzata ha fatto le proprie scelte. Io mi attengo agli avvisi ministeriali e non do indicazioni collegiali né intraprendo decisioni dirigenziali che non rientrino nelle nostre competenze - precisa la Dirigente anche presidente dell'Associazione nazionale presidi per il Lazio - C'è una normativa ben precisa che prevede che la didattica in presenza sia usata in altri contesti legati al covid, non per garantire i diritti dei ragazzi che non occupano, tra l'altro compromessi da quelli che occupano. Se la dichiarazione di occupazione è degli studenti del liceo Newton - rimarca ancora la preside - non sono io a ledere i diritti dei miei allievi ma i loro compagni. Attivare la dad significherebbe legittimare l'occupazione".
Come gestirete il post con gli studenti? "Ci sarà un tentativo di recuperare il tempo perso, ma nessun accanimento. Non ci sarà una concentrazione di verifiche apposita. I tempi però sono stretti - conclude - Prima manifestazione, poi G20, occupazione, elezioni.... quando si sta a scuola si deve lavorare. Se si vuole recuperare, l'impegno deve essere chiesto".
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Nata a Roma il 20 luglio del 1971, posso affermare che la mia è una vita nella scuola e per la scuola: entrata direttamente in ruolo nel 1991, tramite pubblico concorso, sono Dirigente Scolastico dal 2014, con 5 anni di esperienza nell’IC Levi Montalcini di Roma (di cui uno in reggenza) ed ora al terzo anno di incarico presso il liceo scientifico Newton di Roma: l’esperienza maturata copre la massima ampiezza del percorso scolastico, dall’infanzia alle superiori, sempre in servizio nella scuola dal 1991. Come dirigente del liceo Newton ho avviato, al secondo anno di incarico, la realizzazione del modello DADA (Didattica per Ambienti Di Apprendimento), aprendo un percorso di forte innovazione.
Dal febbraio 2018 svolgo l’incarico di vicepresidente della sezione ANP Roma; all’interno delle sezioni di Roma e del Lazio gestisco il Comitato di formazione, mi occupo della relazioni sindacali nel tavolo di contrattazione con l’USR Lazio, seguo i rapporti con gli enti locali: Comune, Città Metropolitana di Roma Capitale e Regione Lazio. Con il team di ANP Roma e Lazio ho guidato l’organizzazione di importanti convegni, stabilendo e curando contatti con Università, associazioni culturali, intellettuali e giornalisti: uno dei più significativi è stato, nel 2019 il convegno “Innovare l’insegnamento, superare le barriere”, in collaborazione con il Centro Erickson e l’Ambasciata di Finlandia. Quotidianamente svolgo attività di consulenza ai soci.
Dal 2018 sono impegnata in attività di formazione per Dirscuola, Anp Roma e Lazio, Eni Scuola (percorso di formazione sulla Didattica per Competenze, per la scuola secondaria e per la primaria).
A ciò si aggiunge la pubblicazione di articoli in riviste del settore scolastico e numerose azioni comunicative attraverso organi di informazione quali testate giornalistiche e canali radio e televisivi nazionali.
Come formazione personale, oltre ad aver conseguito la laurea in filosofia, sono diplomata in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, con la ripresa dell’attività esecutiva proprio nell’ultimo anno.
CRISTINA COSTARELLI
info@cristinacostarelli.it
cristina.costarelli.anp@gmail.com

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