CRISTINA COSTARELLI ANP

Cristina Costarelli
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19 Maggio 2020
I genitori di Fabio Gianfreda agli studenti: “Alzate lo sguardo dallo schermo”
Il ragazzo si suicidò seguendo le indicazioni di un sito web

ROMA – Fabio aveva 19 anni e si era appena diplomato al liceo linguistico. Era innamorato della musica, dei suoi amici e del teatro. Preparava il test di accesso per l’accademia di arte drammatica, ma il Covid e l’isolamento hanno spento sempre più il suo entusiasmo. Dopo mesi di silenzio, Fabio si è tolto la vita in un hotel di Roma, la notte tra il 9 e il 10 dicembre 2020. Modi e tempi gli sono stati suggeriti da un sito web, nato con l’esplicita intenzione di indurre al suicidio. Oggi Luisa e Marco, i genitori di Fabio, hanno fondato l’associazione ‘Io sono Enea’, dal nome del personaggio epico che il ragazzo amava interpretare sul palco, e per la prima volta, questa mattina, hanno portato la storia di Fabio tra gli studenti e le studentesse del liceo ‘Newton’ di Roma nell’ambito dell’incontro ‘I lati oscuri del web’.
“Questo è un mondo che è nostro dovere conoscere per essere informati- ha detto in apertura la dirigente scolastica Cristina Costarelli- bisogna sapere che se si accede a questi siti in un momento di debolezza, possono esserci risvolti molto negativi”. Per Silvia De Mari, che ha portato il saluto della Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio, Monica Sansoni, “è necessario sostenere questi ragazzi per far crescere la loro autostima e stare attenti a non sottovalutare i segnali che mandano e che spesso non riusciamo ad afferrare”. Fabio aveva da poco intrapreso un percorso di psicoterapia e aveva mostrato segni di miglioramento, ma l’incontro con il sito ha fatto precipitare rapidamente le cose. E in un solo mese, Fabio ha messo in atto il piano suggerito dal portale web.
“Seguendo le tracce di Fabio abbiamo scoperto una realtà inimmaginabile che ha travolto le vite di moltissime persone, soprattutto adolescenti- spiega Marco Gianfreda, vicepresidente dell’associazione e papà di Marco- si tratta di consulenti della morte che danno informazioni precise e dettagliate sul suicidio, presentato come l’unica forma di liberazione possibile, l’unica alternativa. Ma se oggi siamo qui è per cambiare il finale di questa storia, e dire ai giovani che le difficoltà si possono superare. Alzate lo sguardo dallo schermo, lasciate che i vostri occhi incontrino quelli delle persone che vi vogliono bene. Oltre lo schermo c’è un mondo”.
L’associazione offre a ragazzi e famiglie strumenti concreti per informare e sostenere i ragazzi nella difficile fase dell’adolescenza, e ha intrapreso una battaglia legale per eliminare il sito web che ha portato Fabio alla morte. Oggi il sito americano è oscurato in Italia, ma non negli altri Paesi, e i suoi creatori, che sono stati identificati, sono ancora liberi. Tra le azioni su cui è impegnata ‘Io sono Enea’ c’è anche quella per impedire che la sostanza assunta da Fabio non venga più venduta liberamente.
“Il malessere si combatte se cominciamo a riconoscere quello che proviamo. Solo così possiamo gestire quello che sentiamo”, ha spiegato ai ragazzi la psicoterapeuta Benedetta Mira, coordinatrice del progetto, che ha poi coinvolto i circa 60 studenti in un momento di riflessione sulle proprie emozioni. “Oggi siamo qui per dirvi che la storia di Fabio parla anche di amore e speranza”, ha spiegato commossa Luisa Perillo, presidente dell’associazione e mamma di Fabio, che ha poi citato un passaggio contenuto in uno dei monologhi scritti da Fabio: “Meritiamo tutti di sorridere, di sentire il peggio e poi uscirne fuori”.
Rai Isoradio 19-05-2022
Tecnica della Scuola 08-05-2022
LaCapitale - Piazza Parlamento - 06-05-2022
TG RAI1 20-04-2022 ORE 20:00
ANSA - 20-04-2022
Scuola, mascherine obbligatorie fino a giugno:
I presidi applaudono | Ma resta il nodo dei prof no-vax
Ha preso il via il piano di ritorno alla normalità voluto dal governo. Nelle scuole, però, rimane l'obbligo della mascherina almeno fino alla fine dell'anno scolastico.
La road map stabilita dal governo Draghi per il ritorno alla normalità prevede delle misure di allentamento che ci porteranno entro giugno a un pressoché definitivo stop a qualsiasi forma di restrizione.
Tra queste, dall'1 maggio, c’è soprattutto la fine dell'obbligo di indossare le mascherine quasi ovunque e di esibire Green Pass per accedere in determinati luoghi. Per quanto riguarda la scuola, invece, l’Esecutivo ha per il momento deciso di lasciare inalterata la situazione: con gli studenti dai 6 anni in su continueranno a tenere le mascherine fino alla fine delle lezioni. Una decisione che delude chi si aspettava un ritorno alla normalità pre-pandemica a scuola ma che trova pieno appoggio tra i dirigenti scolastici, come evidenziato dalle parole di
Cristina Costarelli, Presidente Associazione Nazionale Presidi (ANP) del Lazio

I presidi promuovono la decisione del Governo
La rappresentante dei presidi e dirigente scolastica del liceo Newton di Roma, interpellata da Skuola.net, ritiene questa decisione figlia di una riflessione sensata e in linea con il diritto allo studio di tutta la collettività scolastica: "Di fatto - spiega - c'è un motivo che ha portato a questa scelta e che mi sento di condividere, ovvero il rispetto per le fragilità. Per cui se è vero che i ragazzi possono prendere il virus ovunque ed esserne portatori, è importante che a scuola ci sia lo schermo della mascherina che diventa protezione per alunni con patologie particolari, come gli immunodepressi”.
Cosa cambia, dunque, negli istituti? In realtà poco: “Abbiamo conferma - ricorda Costarelli - del fatto che si continuerà a indossare la mascherina fino al termine delle lezioni e per gli esami. Mascherina chirurgica che diventa ffp2 in caso ci siano, in una classe, più di 4 positività”. Nonostante ci sia stato, sottolinea la preside “un grosso movimento a sostenere che fosse opportuno non portare la mascherina a scuola, visto che non si porta quasi più all'esterno”. Anche perché le positività da Covid-19, seppur in calo, non sono sparite: l’ultimo monitoraggio del Ministero dell’Istruzione rileva una percentuale di alunni assenti pari all'1,2%.

Docenti no-vax e certificato Dad: i nodi restano in piedi
I presidi, dunque, promuovono la linea del Governo. Parallelamente, però, ricordano le altre problematiche che le nuove regole potrebbero non risolvere, come quella che riguarda il personale non vaccinato: “Non ci sarà più controllo Green Pass base a nessuno: né personale né esterni”. Ma rimane l'obbligo vaccinale, che secondo la dirigente scolastica apre a un paradosso: “Abbiamo personale ATA non vaccinato che sta a scuola e lavora, così come abbiamo docenti non vaccinati che lavorano 36 ore senza stare in classe. Rimangono quindi in piedi situazioni discutibili, anche a livello economico: paghiamo sia docenti non vaccinati sia il personale che li sostituisce”. Un’osservazione, questa, sollevata già in precedenza dal numero uno nazionale dell'ANP, Antonello Giannelli.
Senza contare la questione del certificato medico per la Dad, che continua a essere una nota dolente. A oggi, per poter usufruire delle lezioni online, è necessario presentare questo documento alla scuola. Una regola che, anziché semplificare, complica le dinamiche all'interno degli istituti e che per questo, secondo Costarelli, dovrebbe essere messa in pensione: ”In una logica di semplificazione, si è da mesi definito che non serve un certificato per rientrare dopo la positività ma basta un tampone. In generale, almeno nel Lazio, si è ritornati alle misure di semplificazione del 2018 per cui non occorre un certificato nemmeno se assenti più di cinque giorni”. Ecco perché agli occhi della preside il certificato per seguire la Dad, da casa, non ha pressoché alcuna ragione d'essere. “In alcuni casi – conclude la Costarelli - questi certificati si pagano, mentre in altri casi i medici non conoscono la normativa. Si vuole semplificare al massimo ma poi si lasciano in piedi misure che semplificative non sono”.
Nata a Roma il 20 luglio del 1971, posso affermare che la mia è una vita nella scuola e per la scuola: entrata direttamente in ruolo nel 1991, tramite pubblico concorso, sono Dirigente Scolastico dal 2014, con 5 anni di esperienza nell’IC Levi Montalcini di Roma (di cui uno in reggenza) ed ora al terzo anno di incarico presso il liceo scientifico Newton di Roma: l’esperienza maturata copre la massima ampiezza del percorso scolastico, dall’infanzia alle superiori, sempre in servizio nella scuola dal 1991. Come dirigente del liceo Newton ho avviato, al secondo anno di incarico, la realizzazione del modello DADA (Didattica per Ambienti Di Apprendimento), aprendo un percorso di forte innovazione.
Dal febbraio 2018 svolgo l’incarico di vicepresidente della sezione ANP Roma; all’interno delle sezioni di Roma e del Lazio gestisco il Comitato di formazione, mi occupo della relazioni sindacali nel tavolo di contrattazione con l’USR Lazio, seguo i rapporti con gli enti locali: Comune, Città Metropolitana di Roma Capitale e Regione Lazio. Con il team di ANP Roma e Lazio ho guidato l’organizzazione di importanti convegni, stabilendo e curando contatti con Università, associazioni culturali, intellettuali e giornalisti: uno dei più significativi è stato, nel 2019 il convegno “Innovare l’insegnamento, superare le barriere”, in collaborazione con il Centro Erickson e l’Ambasciata di Finlandia. Quotidianamente svolgo attività di consulenza ai soci.
Dal 2018 sono impegnata in attività di formazione per Dirscuola, Anp Roma e Lazio, Eni Scuola (percorso di formazione sulla Didattica per Competenze, per la scuola secondaria e per la primaria).
A ciò si aggiunge la pubblicazione di articoli in riviste del settore scolastico e numerose azioni comunicative attraverso organi di informazione quali testate giornalistiche e canali radio e televisivi nazionali.
Come formazione personale, oltre ad aver conseguito la laurea in filosofia, sono diplomata in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, con la ripresa dell’attività esecutiva proprio nell’ultimo anno.

Docenti stressati: tra Covid, burocrazia e genitori non c’è tregua.
I consigli di Costarelli (Anp Lazio)

08-05-2022
 
“I docenti si sentono carichi di stress e di incombenze lavorative? Hanno ragione a manifestare tutto il peso di una situazione che da anni si sta caricando su di loro e con il Covid-19 è peggiorata: sarebbe bene introdurre un alleggerimento burocratico, lasciando loro solo le richieste che sono effettivamente utili per la professione, come la progettazione disciplinare”. Lo dice alla Tecnica della Scuola Cristina Costarelli, presidente Anp Lazio, parlando di burnout tra gli insegnanti e dell’aumento dei carichi di lavoro nella categoria rispetto ad alcuni anni fa. Con il sopraggiungere del Covid-19, poi, lo stress ha assunto in un’alta percentuale di insegnanti livelli mai toccati in passato. Ecco qualche esempio: lo svolgimento della DaD, assieme alla didattica ordinaria; il peso dei registri elettronici non sempre di facile gestione; il rapporto complicato con molti genitori.
Ci sono tanti insegnanti attorno ai 60 anni di età che desiderano lasciare il lavoro per andare in pensione: da cosa dipende?
“I docenti – risponde la preside romana – oggi devono gestire situazioni educative formative sempre più complesse: devono essere anche un po’ psicologi e devono rispondere a genitori che hanno un approccio verso la scuola spesso più aggressivo di quanto era in passato. Ciò produce un affaticamento ed è un peccato, perché questo rischia di spegnere quella motivazione che invece in molti docenti è forte”.
Qual è il rischio a cui vanno incontro maestri e professori?
“Che perdano quelle energie educative che invece dovrebbero arrivare ai nostri alunni e studenti attraverso la didattica”.
Quali consigli possiamo dare perché ciò non avvenga?
“Bisogna restare lucidi, cioè comprendere sempre quali sono le priorità e mettere in un secondo piano tutto ciò che è di ‘contorno’”.
Quindi significa che non sempre chi insegna arriva lucido e con l’energia adeguate in aula?
“Esattamente, perché le energie del docente vengono disperse e richiamate da altre esigenze. Così chi insegna può arrivare in classe scarico e un po’ spento nella motivazione. Eppure, la maggior parte dei docenti ce la mette tutta: lo posso dire per esperienza diretta. E dopo gli ultimi tre anni davvero impegnativi”, purtroppo “è aumentato il rischio di perdere l’entusiasmo e il divertimento dello stare a scuola. E questo dobbiamo assolutamente evitarlo”.
Quali consigli possiamo dare perché ciò non avvenga?
“Bisogna restare lucidi, cioè comprendere sempre quali sono le priorità e mettere in un secondo piano tutto ciò che è di ‘contorno’. Quindi non perdere mai il punto di vista per cui bisogna arrivare agli alunni, perché questo è lo scopo della formazione e dell’educazione. Non sentirsi ‘affogati’ dagli impegni, ma seguire le giuste priorità”.
Anche i dirigenti devono fare un passo indietro nelle richieste?
 “Volentieri, perché per noi i docenti che vanno da soli sono una grande ricchezza per la scuola tutto e per i dirigenti scolastici in primis”.
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CRISTINA COSTARELLI
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